# Per l'Azienda

TARI e aziende: riduzioni e detrazione IVA

TARI-aziende

TARI rappresenta l’ acronimo di TAssa/TAriffa RIfiuti, ovvero l’ultima imposta comunale (a livello temporale) istituita con la legge di stabilità 2014. Ha sostituito in  ordine: TARES, TIA, TARSU.

I soggetti obbligati al pagamento vengono generalmente suddivisi in due categorie: utenze domestiche ed utenze non domestiche: prenderemo in esame alcuni dettagli relativi a queste ultime che, identificate spesso e per semplicità come “utenze attività”, rappresentano praticamente le attività commerciali, industriali, artigianali, professionali e altre attività produttive in genere.

Fermo restando la facoltà di ogni Comune di definirne i particolari “numerici” di applicazione, presenteremo alcuni aspetti, molte volte ignorati dalle aziende, che possono permettere di risparmiare o comunque ridurne i costi obbligatori dovuti al pagamento di questa tassa/tariffa.

Quali sono le possibili riduzioni per le aziende?

Diverse sono le possibilità da parte di un’azienda per ottenere una riduzione della TARI, sempre tenendo in considerazione il regolamento comunale di riferimento.

TARI-aziendeLa riduzione più diffusa è quella per utenze non domestiche che producono, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi non assimilati ai rifiuti urbani “al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.” Sintetizzando, se un’azienda dimostra di produrre rifiuti speciali non assimilati agli urbani, quasi sicuramente potrà ottenere uno “sconto” sul pagamento della tassa. Legato a questo aspetto, a volte può essere prevista la riduzione anche per le aziende che avviano a recupero autonomamente e/o attraverso azienda autorizzatata i propri rifiuti assimilati (esclusi gli imballaggi terziari), o che provvedono all’autorecupero a fini energetici nello stesso stabilimento di produzione dei rifiuti speciali non pericolosi.

Un altro esempio di riduzione della TARI è rappresentato dal caso in cui sono presenti aree scoperte operative sulle quali coesistano operazioni di diversa natura, “per le quali risulta difficile la determinazione della superficie assoggettabile a tariffa/tassa”.

Infine, anche per aziende aventi locali e aree scoperte adibiti ad attività stagionale o ad altro uso limitato e discontinuo, anche ricorrente ma non superiore a 183 giorni/anno, può essere prevista una riduzione dell’applicazione della TARI.

E’ davvero possibile detrarre l’IVA dalla TARI?

Con l’introduzione della TARI, si sono aperti scenari, a volte anticipati anche dalle precedenti versioni della medesima tassa, che “pare” permettano la detrazione dell’IVA versata da parte delle aziende assoggettate al pagamento. Ciò risulta possibile perché la TARI, la tariffa/tassa rifiuti, dal 2015 può non essere più classificata come tributo e diventare così “tariffa corrispettiva”, nel caso in cui il Comune, all’interno del regolamento della IUC (l’imposta unica comunale al cui interno ci sono TARI, TASI e IMU) abbia previsto la realizzazione di “sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti”.

Ancora una volta, quindi, per poter essere sicuri dell’applicabilità di questo principio, è necessario fare riferimento al regolamento comunale vigente in materia.

Per concludere

Ho voluto presentare questa sintesi sulla TARI rivolte alle aziende perché, per esperienza personale, spesso tali aspetti per disparati motivi sono ignorati, impedendo così di risparmiare anche ingenti somme di denaro, oltretutto dovute.

Se avete domande o volete maggiori informazioni potete lasciare un commento o scrivere un’email a info@ecoradar.it

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